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Il 19 giugno a Torino il Premio Lagrange – Fondazione CRT 2014

È scattato il conto alla rovescia per l’assegnazione del Premio Lagrange – Fondazione CRT per il 2014. Il riconoscimento – il primo e più importante in ambito internazionale per la Scienza della Complessità – verrà consegnato giovedì 19 giugno alle ore 17.30, presso il Teatro Vittoria di Torino, in via Antonio Gramsci 4.

Intitolato al grande scienziato e matematico Joseph-Louis Lagrange, il Premio è stato istituito nel 2007 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, con il coordinamento della Fondazione ISI – Istituto per l’Interscambio Scientifico e con l’obiettivo di consolidare il ruolo di riferimento e avanguardia del capoluogo piemontese nell’ambito della ricerca e dello studio dei Sistemi Complessi.

Un settore che, come spiega il professor Mario Rasetti, presidente della Fondazione ISI, “è diventato negli ultimi anni lo strumento per eccellenze di analisi e controllo di quell’aggregato ormai inestricabile di tecnologie e di uomini che è la società digitale. La scienza della complessità oggi mira proprio a decifrare il grandioso sistema di relazioni intrecciate, nascoste in un immenso numero di dati codificati, che connettono il sistema che va dal singolo, alla società globale, al sempre più pervasivo substrato tecnologico”.

L’approccio multidisciplinare del Premio Lagrange – Fondazione CRT è confermato dal suo palmares, ancora giovane ma già molto trasversale. Nel 2008, il Premio è stato assegnato al matematico russo Yakov Grigorievich Sinai e all’economista britannico William Brian Arthur; nel 2009 il riconoscimento è andato al fisico romano Giorgio Parisi (anticipando di alcuni mesi l’assegnazione allo scienziato italiano di un’altra prestigiosa onorificenza internazionale, la Medaglia Planck); nel 2010, è stata la volta del bioingegnere americano James J. Collins, autore di un rivoluzionario studio, pubblicato sulla rivista Nature, sullo zucchero come potenziatore dell’effetto degli antibiotici sui batteri più resistenti; nel 2011, di Albert László Barabási, fisico ungherese (di origine romena e con passaporto statunitense), direttore del Centro di Ricerca per le Reti Complesse alla Northeastern University di Boston e autore di alcuni tra i saggi più brillanti e gli studi più innovativi nel campo della scienza dei sistemi complessi; nel 2012 si sono aggiudicati il premio la studiosa americana di reti sociali Lada Adamic e l’economista francese Xavier Gabaix, due volti giovani e brillanti della ricerca internazionale, simbolo di quella new wave di scienziati che oggi affrontano e studiano le problematiche della società contemporanea con un approccio fresco e interdisciplinare, combinando gli strumenti della ricerca scientifica, l’analisi sull’impatto sociale delle tecnologie e il monitoraggio continuo di un presente sempre più complesso, intrecciato e stimolante.

Nel 2013, infine il Premio è andato a Duncan J. Watts, ricercatore presso i laboratori Microsoft Research di New York che da oltre dieci anni svolge un ruolo di primissimo piano a livello internazionale nella definizione di nuovi percorsi di analisi sulla scienza delle reti e sui suoi effetti sul comportamento umano. Laureato in fisica in Australia, quindi trasferitosi negli USA, Watts ha gradualmente ampliato la sua area di studi, ricevendo il Ph.D. in Meccanica Teorica e Applicata alla Cornell University e insegnando sociologia alla Columbia University tra il 2000 e il 2007. Ha quindi diretto il gruppo di lavoro sulle Dinamiche Sociali Umane a Yahoo!, passando a Microsoft nell’aprile 2012, in occasione dell’apertura del nuovo laboratorio di ricerca dell’azienda a New York.

E nel 2014? Il nome del prossimo vincitore sarà annunciato ufficialmente il 13 giugno, qualche giorno prima della consegna del Premio. La cerimonia di giovedì 19 giugno sarà preceduta da una conversazione su Un nuovo Rinascimento con il vincitore insieme ai ricercatori della Fondazione ISI Vittoria Colizza, Filippo Menczer, Daniela Paolotti coordinati da Gabriele Beccaria, responsabile di La Stampa-Tuttoscienze.

Il Segretario Generale della Fondazione CRT, Massimo Lapucci, introdurrà i lavori sottolineando che: “la Fondazione CRT da dieci anni sostiene attivamente la ricerca sui sistemi complessi attraverso il progetto Lagrange, un programma di valenza strategica coordinato scientificamente dalla Fondazione ISI, sul quale abbiamo investito oltre 36 milioni di euro, destinati alla ricerca nell’ambito del vasto tema della complessità. Dal 2003 a oggi, il Progetto Lagrange ha finanziato oltre 170 borse di dottorato e assegnato 371 borse di ricerca applicata, sostenendo centinaia di dottorandi e giovani ricercatori nelle università e nelle imprese: un’attività di disseminazione che ha contribuito a far diventare la cultura della complessità un asse portante della ricerca e della scienza del nostro territorio. Con la Fondazione ISI, istituto scientifico di standing internazionale di cui la Fondazione CRT è fondatore, condividiamo l’importanza dell’internazionalizzazione e della circolazione delle “best practice”, elementi alla base anche del Premio Lagrange Fondazione CRT”.

Le conclusioni sono affidate a Mario Rasetti, presidente della Fondazione ISI.