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Si chiude con 17.000 persone l’undicesima edizione del Festival delle Scienze dedicata alla relatività

Roma, 22 maggio 2016. Si chiude oggi con oltre 17.000 persone in tre giorni l’undicesima edizione del Festival delle Scienze all’Auditorium Parco della Musica.

José R. Dosal, Amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, esprime soddisfazione: «Il Festival delle Scienze conquista ancora una volta un pubblico curioso che ha seguito con attenzione tutti gli appuntamenti con protagonisti scienziati di fama internazionale, capaci di comunicare in modo efficace temi complessi. L’edizione 2017 – che avrà come tema Il Cambiamento – si prefigura come una nuova occasione di confronto sulle sfide che ci attendono in futuro, dal riscaldamento globale alle nuove fonti di energia, dallo sviluppo delle città alla crescita e decrescita demografica».

Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Codice. Idee per la Cultura e con la partnership scientifica di ASI – Agenzia Spaziale Italiana, INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, sotto la direzione scientifica di Vittorio Bo e Jacopo Romoli, il Festival è stato un’avventura tra lectio magistralis, dialoghi, proiezioni, exhibit, conferenze-spettacolo, con grandi nomi della ricerca scientifica italiana e internazionale che si sono confrontati sul tema della relatività, filo conduttore di un viaggio che non si è limitato a ricordare l’importanza storica della teoria einsteniana, ma che si è esteso all’intreccio con le scienze umane (psicologia, sociologia, filosofia), fino a raggiungere i settori più innovativi della ricerca contemporanea (fisica quantistica, Big Data). Aprendo a riflessioni sul futuro: “Nessuno può sapere in quanti modi non lineari le speculazioni di oggi possono diventare le tecnologie di domani. Magari avremo i viaggi nel tempo: non sottovalutate mai la fisica”, ha affermato il cosmologo dell’Imperial College di Londra João Magueijo, protagonista al Festival della conferenza Oltre Einstein.

Affollatissime la lectio di Elena Aprile, professoressa di fisica alla Columbia University di New York che ha raccontato la ricerca della materia oscura, e la conferenza-spettacolo Racconto cosmico. Spazio, materia e gravità nell’evoluzione dell’Universo a cura dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con Fernando Ferroni, Antonio Masiero, Viviana Fafone, Umberto Petrin (piano), Maria Giulia Scarcella (voce narrante), i racconti animati di Luca Ralli e la conduzione di Patrizio Roversi, andata in scena in una Sala Sinopoli quasi al completo. Tutto esaurito per la proiezione del fillm Interstellar dedicata agli studenti delle scuole superiori, commentata da Matteo De Giuli di Radio3 Scienza, che ha aperto il festival venerdì.

Ottima affluenza di pubblico per il dialogo con il fisico Scott Hughes e lo storico della scienza David Kaiser del MIT su Einstein, i quanti e le onde gravitazionali. Molto seguite le conferenze del filosofo della scienza Ned Markosian, dello psicologo e scienziato cognitivo Rafael Núñez, di Giovanni Bignami, che ha condotto il pubblico in un viaggio di esplorazione dell’universo, del fisico teorico Vincenzo Barone (“Un cruciverba ben congegnato”. Einstein e le simmetrie della natura). Il pubblico è stato affascinato anche dai Big Data, al centro della conferenza di Mario Rasetti, presidente della Fondazione ISI, e dai computer quantistici, di cui ha parlato Seth Lloyd, professore di ingegneria al MIT.

Affollate anche le conferenze della giornata di oggi con Giovanni Amelino Camelia, professore di fisica all’Università La Sapienza di Roma, che si è domandato se una teoria del tutto è possibile, e con Nicolò D’Amico, presidente dell’INAF (dedicata alla radioastronomia). Apprezzato anche il dialogo tra Fulvio Ricci (VIRGO – EGO) e Bangalore Sathyaprakash (Cardiff University) sulla scoperta delle onde gravitazionali.

Il Festival prosegue fino a stasera con la lectio Le stelle del cinema di Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, in programma alle 17 in Sala Petrassi (introduce Amedeo Balbi) e si conclude alle 19 in Sala Petrassi con il fisico Eliezer Rabinovici (CERN/SESAME, Racah Institute of Physics, Hebrew University, Gerusalemme, Israele), protagonista di Apriti sesamo – una sorgente di luce nel Medio Oriente (introduce Vittorio Bo).

Il pubblico del Festival ha potuto incurvare virtualmente lo spazio e generare onde gravitazionali nell’installazione Il surf gravitazionale, a cura di INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, foyer Petrassi e ha potuto vedere la proiezione Einstein e relatività, a cura di Media INAF. Per i più piccoli le letture animate Coltivare lo stupore – Storie per occhi aperti e orecchie curiose a cura dei Gatti Ostinati.

Anche quest’anno il Festival è stato trasmesso in diretta dall’Auditorium da Radio3 Scienza, il quotidiano scientifico della terza rete, con interviste ai protagonisti della manifestazione. L’audio delle conferenze sarà presto disponibile in podcast sul sito www.auditorium.com.