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Ad inaugurare il Festival, giovedì 19 gennaio alle 19 in Sala Petrassi, l’astrofisico, scrittore e poeta francese Jean Pierre Luminet, esperto di fama mondiale di cosmologia e buchi neri. Poi, per scoprire se il tempo c’è davvero o è solo una illusoria convenzione che si può manipolare, è stato interpellato il più convinto teorico della fine del tempo, Julian Barbour, domenica 22 gennaio alle 21 che ha dialogato con il filosofo, matematico ed epistemologo Giulio Giorello durante l’incontro Esiste il Tempo? Ned Markosian, professore alla Western Washington University, ha fatto intravedere spiragli impensabili in È possibile viaggiare nel Tempo?, venerdì 20 gennaio alle 16, così come John Richard Gott III, che domenica 22 gennaio alle 12 ha parlato di Il viaggio nel Tempo nell’universo di Einstein e della sua teoria di macchina del tempo.E’ stato l’antropologo statunitense Ian Tattersall, sabato 21 gennaio alle 16 a raccontare Il Tempo profondo dell’Evoluzione. Tempo e Stress è stato invece l’argomento della lectio magistralis di Ronald D. Siegel, psichiatra americano docente alla Harvard Medical School ed esperto di mindfulness meditation, domenica 22 gennaio alle 16. Mentre domenica 22 alle 18 a discutere di Geografia del Tempo: la concezione del tempo tra le culture e tra gli individui sono stati Robert V. Levine e l’antropologo Marco Aime. Il professore di filosofia Peter Ludlow e Yael Sharvit, professore di Linguistica all’Ucla University, venerdì 20 gennaio alle 18 hanno discusso di Il tempo nel linguaggio e il linguaggio del Tempo, mentre sabato alle 18 si è entrati nei recessi della psiche, con Il Tempo nella mente e il Tempo nel cervello con Lera Boroditsky, studiosa di linguistica cognitiva. Fino ad affermare: Il Tempo non esiste, domenica 22 gennaio alle 17 al Teatro Studio con il fisico Carlo Rovelli. Per quanto riguarda spettacoli, mostre, performance, video e exhibit, ci si è chiesto Che ore sono con lerole di Stefano Benni la sera dell’inaugurazione (giovedì 19 alle 21), accompagnato al pianoforte da Umberto Petrin. A seguire, il video-concerto Three Tales (video di Beryl Korot; musiche di Steve Reich) interpretato dal PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble con la direzione di Tonino Battista, venerdì 20 gennaio alle 21, oltre alla no stop Vexations 24 ore di musica perpetua di Erik Satie dalle 18 di sabato 21 fino alle 18 di domenica 22 gennaio nello Spazio Risonanze.Per tutta la durata del Festival, poi, nella Sala Ospiti è stato possibile vedere il video continuo Hatsu-Yume (First Dream), (1981, per Daien Tanaka) di Bill Viola, mentre nel Guardaroba della Sala Sinopoli il video Bikini di Steve Korot & Steve Reich. Nel Foyer della Sala Petrassi il pubblico ha visto le installazioni I am sitting in a Room di Alvin Lucier e Cerimoniale musicale per 100 metronomi, il Poéme Symphonique di György Ligeti (in collaborazione con CIAMPI). Non sono mancati gli exhibit: nel Foyer della Sala Sinopoli L’uomo e il tempo. Una gara eterna: lo startometro a cura di ScienzAttiva e Cronografie: alla ricerca di una definizione di Tempo a cura di dmostra. Presso AuditoriumArte, fino al 29 gennaio, a videoinstallazione Serie Panorama di ZimmerFrei e l’installazione La Macchina che Produce il Tempo di Valentina Vetturi. 

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