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A Milano, il 7 marzo, il convegno “Il diritto nell’età della tecnica”

Per aprire una riflessione su una stagione che vede la tecnica sempre più sopraffatta dalla tecnologia, a scapito del diritto di ciascuno, l'Associazione Sindacale dei Notai della Lombardia promuove, sabato 7 marzo, al Centro Congressi della Fondazione Cariplo di Milano, il convegno Il diritto nell'età della tecnica: un incontro tra esponenti dei diversi ambiti che in primo luogo sono chiamati a confrontarsi su una delle principali emergenze del nostro tempo.


Nato come prima forma di tecnica, il diritto ha formulato criteri di uguaglianza, codificando  comportamenti e legittimando certezze. Ma nel corso dell’età moderna, e segnatamente nel XX secolo, la razionalità della tecnica è stata sopraffatta dai suoi stessi strumenti, e cioè quelle tecnologie che dovevano garantire il massimo di velocità e produttività.


In breve, la tecnologia ha cessato di essere un mezzo per erigersi a modello, e l’individuo ne ha assimilato progressivamente i requisiti, fino a identificare lo sviluppo con la somma di standard di efficienza a cui doveva uniformarsi. A segnalare la crisi del modello tecnologico è oggi proprio la crisi del diritto, che esaurisce il suo compito inserendo il cittadino in percorsi uniformi, dove rischiano di andar perdute responsabilità e libertà individuali.


Come restituire la consapevolezza a cui ciascuno ha diritto? E come garantire che ciascuno possa sentirsi riconosciuto in quanto persona, anziché numero, nella propria unica e inconfondibile condizione umana?


Da tali interrogativi muove il dibattito, che deve restare aperto, nell’interesse di tutti, e che nel convegno Il diritto nell'età della tecnica vede coinvolti Pietro Sirena, giurista, Antonino Mazzeo, professore di informatica e telecomunicazioni, Umberto Galimberti, filosofo, Pier Luigi Celli, Amministratore Delegato e Direttore Generale dell’Università LUISS “Guido Carli” di Roma, e Roberto Mazzotta, Presidente della Banca Popolare di Milano. Le conclusioni del convegno, moderato dal giornalista Enrico Regazzoni, sono affidate a Stefano Rodotà, giurista, già presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali.

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