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LE STRENNE DI CALABUIG: UN NATALE FRA DUE CONTINENTI

Il nuovo marchio editoriale Calabuig con i suoi primi due titoli appena usciti propone due libri per viaggiare, due tappeti magici per raggiungere Iran e Uruguay. E forse scoprire qualcosa di nuovo su se stessi. La grande signora della letteratura persiana, Goli Taraghi, e un maestro della narrativa latinoamericana, Mario Levrero, potranno essere guide d’eccezione in un’esplorazione fra due continenti, due vite lontanissime, che pagina dopo pagina si avvicinano al lettore per fondersi in un’unica esperienza di dialogo, di scoperta, di riconoscimento.

Le avventure dei protagonisti della raccolta di racconti La signora Melograno di Goli Taraghi sono anche una lente d’osservazione per capire il significato più profondo del migrare, dello straniamento, del dover vivere lontano dalla propria terra cercando di ricrearne l’atmosfera. L’esperienza che Calabuig propone con il libro di Goli Taraghi è quella di un’immersione nella lontananza, nella drammatica eppure vitale e allegra lotta quotidiana per conservare la propria identità. Non solo: seguendo le vicissitudini delle eroine e degli eroi di ogni racconto, fra Storia e vissuti individuali, ci si trova faccia a faccia con l’attualità, con il bisogno di accoglienza da parte di chi ci appare estraneo e il nostro senso di diffidenza verso culture distanti. Il Natale è un momento particolarmente propizio per ritirarsi in se stessi e fare bilanci, guardarsi intorno e riflettere, capire il mondo che ci circonda.

L’unicità è la chiave di volta del Romanzo luminoso di Mario Levrero: si può viaggiare senza uscire dalla propria stanza? Siamo a Montevideo, che scopriamo attraverso la penna e le riflessioni del protagonista e gli occhi degli amici e delle donne che giungono a fargli visita. Il romanzo è, in realtà, un diario sul romanzo, una sorta di “libro sul libro”: lo scrittore alle prese con i vuoti creativi, le distrazioni che ostacolano ogni proposito di scrittura, i tic nervosi, la routine quotidiana che viene stravolta dall’impegno preso, altri non è che lo stesso autore. Il quale ci racconta l’odissea celata dietro Il romanzo luminoso: una sfida di scrittura lanciata da un suo caro amico e finanziata con una borsa di studio. In questo caso, dunque, il viaggio è nella quotidianità di un uomo che inseguendo un soggetto letterario scopre il valore dei tanti piccoli “nulla” che scandiscono la sua vita, una folla di “non so che” all’apparenza insignificanti che si rivelano alla fine come un luminoso tutto. Circondato da situazioni e da storie che, filtrate dallo schermo di un computer – pressoché unica finestra sul mondo –, finiscono con l’essere co-protagoniste di ogni giornata, il vagabondare dello scrittore per le strade di Montevideo o nei meandri della propria mente diventa un percorso di ricostruzione di senso per una vita che sembrava inutile e statica.

«La signora melograno rappresenta un piccolo universo anomalo e un concentrato delle caratteristiche che hanno reso questa scrittrice molto amata nel suo Paese d’origine: una lingua semplice, un’immaginazione poetica, uno stile favolistico e soprattutto un’ironia corrosiva che prende di mira una società in cui tutto è possibile» Livia Manera, la Lettura Corriere della Sera

«Le ultime cento pagine, i cinque capitoli del Romanzo luminoso scritti vent’anni prima, brillano di luce propria e cercano di trasmettere bizzarre esperienze spirituali, lampi di luce comunicabili solo grazie a una letteratura intesa come forma di comunicazione profonda, che attraversa la membrana della realtà e ne riscrive i codici. Eppure il vero “romanzo luminoso” è il prologo, l’oceanica introduzione, il prodigio di un diario che si avvia a diventare una delle opere capitali della letteratura latinoamericana del nuovo secolo»

Francesca Lazzarato, Alias Il Manifesto

    Buon Natale

                                               

www.calabuig.it

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