La XIII edizione di Torino Spiritualità (21|25 settembre) set20

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La XIII edizione di Torino Spiritualità (21|25 settembre)

Restare o diventare bambini? Rifiutarsi di crescere oppure ritrovare da grandi un tesoro che si pensava perduto? Dal 21 al 25 settembre 2017 la XIII edizione di Torino Spiritualità è PICCOLO ME, cinque giorni di incontri, dialoghi e spettacoli per riflettere sulla possibilità di ritrovare alcuni aspetti della propria infanzia e scoprire quanto “piccolo me” vive ancora nel “grande me” che ogni adulto è diventato.

L’inaugurazione di giovedì 21 settembre è occasione per incontrare il professore emerito del St. Antony’s College e consigliere della BBC, Theodore Zeldin, eccentrico pensatore inserito dall’«Independent on Sunday» tra le quaranta personalità le cui idee influenzano il nuovo millennio. È sua la lezione di apertura della XIII edizione del festival alle ore 18 nella Chiesa di San Filippo Neri: Curiosi come bambini, ovvero come andare in cerca di amici, persone da amare e maestri che non siano noiosi. Zeldin ha scritto opere sull’evoluzione dei sentimenti e delle passioni nel corso delle epoche storiche, in nazioni e civilizzazioni diverse, tra cui A History of French Passions, The French, Happiness, An Intimate History of Humanity, tutti best seller internazionali tradotti in oltre venti lingue. Definito anche «un moderno Balzac», ha fondato la Oxford Muse (oxfordmuse.com), fondazione che si propone di mettere in pratica le idee del suo ultimo libro Ventotto domande per affrontare il futuro. Un nuovo modo per ricordare il passato e immaginare l’avvenire (Sellerio, 2015). In questo singolare trattato, Zeldin prende l’avvio da una constatazione in apparenza molto semplice: qual è il meglio che la vita può offrirci nel nostro mondo attuale, così iniquo, violento, inquinato e corrotto? E cosa possiamo fare come individui, coppie, collettività per immaginare una nuova arte del vivere? Tale ricerca ha a che fare con il piacere, con i piaceri smarriti a causa della vita abitudinaria, della pigrizia intellettuale, della mancanza di desideri. Per riscoprirli il pensatore propone un metodo, un orientamento, che ha nella curiosità, nella sorpresa, nella capacità di aprirsi al dialogo e alle idee la sua ragion d’essere.

La curiosità è infatti al centro della sua particolare lezione che prevede due momenti, uno frontale e uno interattivo. Si parte da questo assunto: da bambini trascorriamo un sacco di tempo facendo domande, non solo allo scopo di avere risposte, ma anche per scoprire dove tutte queste domande potranno condurci. Poi però, diventando grandi, questa attitudine interrogativa si affievolisce, e con essa si perde l’impulso a rovistare in cerca delle verità e a lasciarsi stupire dalle proprie scoperte. È la rigidità della mente che esaurisce la curiosità e la rimpiazza con routine ripetitive e ottuse: una malattia mortale pericolosissima, perché dà l’illusione di essere vivi. Come guarirne? La risposta d Zeldin è dacendo ciò che abbiamo appena fatto: domandando! E dal momento che facciamo tutti parte di una comunità e che aver curiosità dell’altro è una virtù da riscoprire, alla fine della lezione tutti i presenti sono invitati a partecipare all’Oxford Muse Conversation, una chiacchierata in compagnia, guidata dal pensatore stesso, per conoscersi meglio e per aprirsi agli altri, proprio coloro che sono seduti vicino a noi. (Ingresso libero)

La giornata di apertura prosegue alle ore 21 con il reading tratto dal romanzo di Romain Gary La vita davanti a sé, prodotto da il Circolo dei lettori. Silvio Orlando, uno dei volti più rappresentativi del cinema d’autore italiano incontra un romanzo toccato dalla grazia. Sul palco del Teatro Carignano con Simone Campa e il suo Belleville Quartet, le intense pagine del libro scritto dall’autore di origini lituane, eroe di guerra, diplomatico e cineasta. È la storia di Momò, dieci anni e molta vita davanti. Risiede a pensione da Madame Rosa, ex prostituta ebrea «con più chiappe e seni di chiunque altro» che sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Intorno a lui la variopinta e a volte disperata sarabanda del quartiere di Belleville, tra spazzini mangiafuoco e transessuali campioni di boxe, ruffiani cardiopatici e traslocatori di anziani moribondi, esorcismi tribali, vite che vanno alla rovescia e un’improbabile storia d’amore. Per ricreare l’atmosfera vitalissima e multietnica del quartiere parigino, in scena anche Niccolò Bosio alla fisarmonica, Simone Arlorio al sax tenore e clarinetto, Ndama Medoune Fall Seck suona sabar, djembe, doun doun, tamà e kabasa e Khalid Ouidani, darbuka, bendir, krakab, ta3rija e percussioni. (Biglietteria al Circolo dei lettori – via Bogino 9 – online su Vivaticket, intero € 18 | ridotto Amici di Torino Spiritualità € 12)

www.torinospiritualita.org