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La Milanesiana sboccia al Circolo dei lettori

La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi e giunta alla sedicesima edizione, quest’anno è incentrata sulle Manie e ossessioni e a Torino viene accolta dal Circolo dei lettori, nell’elegante cornice di Palazzo Graneri della Roccia. Il 26 e 27 giugno sono in programma due serate su “L’ossessione delle parole”, con le coinvolgenti letture di Letizia Muratori, Michel Faber e Tullio Avoledo, coordinate da Armano Besio e seguite dal concerto di Cecilia Chailly (venerdì 26), e un suggestivo dialogo fra Petros Markaris e Apostolos Doxiadis, moderati da Luca Beatrice, che si conclude con il concerto di Cristina Donà (sabato 27). E, per trasportare le parole su tela, venerdì 26 giugno alle ore 18 si inaugura la mostra dell’artista catalano Santi Moix, curata dal critico d’arte Luca Beatrice.

“L’ossessione delle parole” comincia dunque venerdì 26 giugno, alle 21: ad aprire la serata Piero Fassino, Sindaco di Torino, e Antonella Parigi, Assessore alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte, seguiti dal benvenuto di Luca Beatrice, Presidente del Circolo dei lettori, e Maurizia Rebola, Direttore del Circolo dei lettori. Poi spazio alle parole e alle ossessioni che ispirano: inizia la serie di letture Letizia Muratori, scrittrice e giornalista di cinema sempre attenta a tematiche sociali, riflessioni storiche e metaletterarie – nel suo ultimo libro, Animali domestici (Adelphi), una giovane con problemi psicologici sceglie gli animali come via di uscita dal suo disagio. Prosegue Michel Faber, autore olandese, da piccolo emigrato in Australia e da adulto trasferitosi in Scozia, famoso per il suo romanzo distopico Sotto la pelle (Einaudi), seguito da Il petalo cremisi e il bianco (Einaudi), e perché in Scozia ha vissuto in una stazione ferroviaria vittoriana abbandonata. A 13 anni dal Petalo, è appena uscito il suo nuovo romanzo Il libro delle cose nuove e strane (Bompiani). Chiude il reading Tullio Avoledo, che predilige le zone di confine in cui i romanzi classici vivono fianco a fianco con Urania e i fumetti della Marvel: il suo ultimo libro è il romanzo post-apocalittico La Crociata dei bambini (Multiplayer.it), seguito di Le radici del cielo (Multiplayer.it) e secondo capitolo della trilogia dedicata al Metro 2033 Universe, progetto internazionale e titolo del romanzo fantascientifico di Dmitrij Gluchovskij, ambientato in un universo postatomico. Letture e ossessioni coordinate dal giornalista Armando Besio. Poiché la musica è una forma di narrazione tipica della Milanesiana e di casa al Circolo dei lettori, a conclusione delle letture il pubblico potrà lasciarsi avvolgere dalle note del concerto all’arpa di Cecilia Chailly, pioniera dell’arpa elettrica in Italia, con all’attivo numerose collaborazioni artistiche d’eccezione – John Cage, David Parsons, Mina, Andrea Bocelli, Fabrizio De André, Teresa De Sio, Giorgio Conte, Lucio Dalla, Ron, Morgan, Planet Funk, Gianni Morandi, Le Vibrazioni, Alex Britti, Hector Zazou – un romanzo, Era dell’amore (Bompiani), e fra gli altri due album di grande successo: Stanze (BMG Ricordi), prodotto con Ludovico Einaudi, e Le mie corde (Sony Classical), che include il brano Varianti sulla scala enigmatica, composto dal padre Luciano Chailly nel 1995 e a lei dedicato.

L’ossessione, come tutte le manie, continua: sabato 27 giugno alle 21 l’appuntamento è per il dialogo fra Petros Markaris e Apostolos Doxiadis, con il coordinamento di Luca Beatrice e, a seguire, il concerto di Cristina Donà. Un mix di culture e vicissitudini che hanno nella parola scritta il segno comune: Petros Markaris è un turco armeno per decenni apolide, fino a quando nel 1974 acquisisce la cittadinanza greca. Drammaturgo e sceneggiatore, ha collaborato con Theo Angelopoulos alla stesura del film L’eternità e un giorno, Palma d’oro a Cannes nel 1998. Il suo personaggio più famoso è il commissario Kostas Charitos, protagonista di 7 romanzi e di una serie di racconti raccolta in I labirinti di Atene (Bompiani), definito dalla critica internazionale “il fratello greco di Maigret” e “il Montalbano di Atene” per le affinità con l’eroe mediterraneo di Camilleri. Il suo ultimo romanzo è Titoli di coda (Bompiani): un nuovo caso per Charitos, con cui Markaris conclude la tetralogia dedicata alla crisi greca. Apostolos Doxiadis è invece un australiano di origine greca: appassionato di teatro, cinema e matematica, ha condensato nella scrittura l’amore per la complessità dei sistemi matematici e dei matematici stessi, con il romanzo Zio Petros e la congettura di Goldbach (Bompiani) e il graphic novel Logicomix (Guanda), dedicato alla ricerca dei fondamenti della matematica, che ha come protagonista il logico e filosofo Bertrand Russell. Il 25 giugno, in anteprima mondiale, esce il suo nuovo romanzo: Tre piccoli porcellini (Bompiani). L’originalità delle storie prosegue in musica con il concerto di Cristina Donà, inimitabile cantautrice indie-rock paragonata dalla rivista statunitense “Down Beat” a Ute Lemper e Marianne Faithfull. Punto di riferimento della musica indipendente italiana fin dagli esordi, con le grintose ballate punk roots-rock dell’album Tregua (Mescal), la critica internazionale le ha assegnato numerosi premi. Amante dei concerti live, ha inciso otto album, l’ultimo dei quali è Così vicini (Qui Base Luna).

A incorniciare le serate di piacevoli ossessioni, la mostra di Santi Moix, artista catalano fra le personalità artistiche di spicco del panorama newyorkese, curata dal critico Luca Beatrice e che si inaugura venerdì 26 giugno alle 18. Qui le storie diventano immagini: la letteratura è da sempre fonte d’ispirazione per questo autore del pennello che intreccia la linfa vitale delle esperienze di viaggio e l’immaginario letterario, con i suoi personaggi e le sue sfide. Influenzato da maestri quali Delacroix, Velàzquez, El Greco, Picasso, Mirò, Pollock e Mutzuo Takahashi, un misterioso pittore giapponese suo amico quando viveva in Oriente, la mostra di Santi Moix è un bellissimo esempio di mania.