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Il 10 settembre incontro con Kazuo Ishiguro al Circolo dei lettori

Giovedì 10 settembre alle 21 arriva al Circolo dei lettori Kazuo Ishiguro, l’autore di Quel che resta del giorno (con cui vinse il Man Booker Prize nel 1989) e Non lasciarmi (2005), due straordinari romanzi, diversi per atmosfere e tematiche ma uniti nella forza delicata delle riflessioni che impongono, dai quali sono stati tratti gli omonimi film – rispettivamente di James Ivory nel 1993 e Mark Romanek nel 2010 – con attori del calibro di Anthony Hopkins, Emma Thompson, Christopher Reeve, Hugh Grant, Peter Vaughan, Keira Knightely. Kazuo Ishiguro, in dialogo con Nadia Fusini, porta con sé nella Sala grande al Circolo dei lettori Il gigante sepolto (Einaudi), la sua ultima creatura letteraria, nata quasi dieci anni dopo il successo mondiale di Non lasciarmi.

Da settembre, via Bogino è la tappa da cui partono i tour di presentazioni delle ultime uscite più importanti del panorama editoriale. Non solo incontri con gli autori: agli appuntamenti del Circolo si costruisce di volta in volta una temperie culturale, un terreno d’incontro comune che, a partire dalle suggestioni offerte da un libro, un autore, una tematica, si anima di dibattiti, consigli di lettura, condivisione di esperienze. A inaugurare il ciclo di Anteprime, lo scrittore giapponese naturalizzato inglese Kazuo Ishiguro, che prima di recarsi l’indomani al Festivaletteratura di Mantova, presenta al pubblico di appassionati lettori un romanzo mitologico ed esistenziale, ambientato nella Britannia del VI secolo alcuni anni dopo la morte di Re Artù. Fra draghi, giganti, folletti e un vecchissimo cavaliere della tavola rotonda, due genitori – Beatrice e Axl – sono in viaggio per raggiungere il figlio lontano. Sarebbe una ricerca come tante, nella storia della letteratura di viaggio e di formazione, se non fosse per la sottile raffinatezza filosofica di Kazuo Ishiguro che introduce un elemento dirompente, conferendo allo spirito della narrazione un senso completamente diverso. L’atmosfera di quelle terre magiche e misteriose è infatti intrisa di oblio, a causa di una fitta nebbia che provoca improvvise amnesie e labilità di memoria a breve e lungo termine, impedendo alle persone di capire il proprio presente – avendo dimenticato il passato che ne è l’origine. Ecco allora che l’avventura dei due anziani genitori – partiti sull’onda del vago ricordo, ormai prossimo al dubbio, di aver avuto un figlio – si trasforma in una ricerca di identità, in una missione volta a recuperare la memoria collettiva e individuale, quel gigante sepolto che custodisce il significato della Storia.

Con un pericolo ultimo, una potente contraddizione che, nello stile di Ishiguro, resta in eredità al lettore: la memoria è certamente una peculiarità umana, un dovere, un bisogno insopprimibile, ma può essere allo stesso tempo un ostacolo all’appianamento dei conflitti, alla possibilità di perdonare. Come nella migliore tradizione delle favole, della mitologia e di tutti quei racconti che attraverso figure immaginarie raccontano i tanti volti della realtà, Ishiguro mostra che liberare il gigante, raggiungere cioè la meta del viaggio, è tutt’altro che la fine della storia: mette di fronte a nuove sfide e a dilanianti interrogativi ai quali solo una nuova ricerca potrà, forse, dare risposta.

Nato a Nagasaki nel 1954 e trasferitosi in Inghilterra con la famiglia a sei anni, Kazuo Ishiguro è uno degli scrittori in lingua inglese più amati dal pubblico e dalla critica di tutto il mondo. Vincitore nel 1989 del Man Booker Prize con Quel che resta del giorno, e inserito nel 2008 dal Times nella lista “The 50 greatest British writers since 1945”, unisce al lavoro di scrittore – romanzi e racconti – quello di sceneggiatore, e in ogni sua opera riesce a infondere lo stile delicato e profondo della grande tradizione classica nipponica e, insieme, quello proprio della sensibilità e delle atmosfere inglesi. Tutti i suoi romanzi sono tradotti in italia da Einaudi: Un pallido orizzonte di colline (1982), Un artista del mondo fluttuante (1986), Quel che resta del giorno (1989), Gli inconsolabili (1995), Quando eravamo orfani (2000) e Non lasciarmi (2006). Per Einaudi ha pubblicato anche la raccolta di racconti Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo (2009).